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Linee guida
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Nel 1997 alcune ONG e Associazioni italiane ( ACRA , GRT , CISV , Terra Nuova , ORISS ) alcune già impegnate e altre interessate ad azioni di studio, valorizzazione e sostegno delle medicine tradizionali, hanno deciso di dar vita a una Piattaforma (Piattaforma Medicine Tradizionali, PMT) per confrontare le proprie esperienze e intenzioni. Questa esperienza, durata fino al 2002, ha prodotto tra l'altro un consenso sulle seguenti linee-guida che dovrebbero, a parere della PMT, sostenere gli interventi in questo campo.

Linee guida per interventi di cooperazione internazionale nell' ambito delle MEDicine TRADizionali

definite e adottate da alcuni organismi operanti nel settore riuniti nella Piattaforma Medicine Tradizionali nell’anno 1998 e aggiornate dagli stessi nel 2006

Ogni intervento nell'ambito della salute deve per noi collocarsi in un quadro di riferimento che tenga conto delle seguenti considerazioni generali.

1. Nostro punto di partenza per la definizione di salute è la dichiarazione dell'OMS di Alma Ata del 1978, che la considera come uno stato di benessere complessivo della persona e non di mera assenza di malattia. Questa stessa concezione viene ribadita nella Carta della salute di Ottawa del 1986. Riteniamo che questa definizione possa oggi essere ampliata, contestualizzata e complessificata almeno uano il suo oggetto. Ci riferiamo alla salute come a un ampio concetto che racchiude tutti i fenomeni legati alla vita, in una prospettiva olistica, integrale, di benessere degli individui e delle collettività nel loro insieme. La salute è indissolubilmente in relazione con la qualità dell'ambiente, nelle sue dimensioni visibili e invisibili; con le condizioni socio-economiche; richiede pace e sicurezza; è uno dei fondamentali diritti degli esseri umani; non riguarda solo gli individui, ma le comunità nel loro complesso. Non può essere elargita; ma tecnici ed amministratori devono collaborare a costruire le condizioni perché le comunità abbiano il potere per conquistarla, identificando i propri bisogni prioritari nonché le risorse più opportune per soddisfarli; risorse sulle quali le comunità devono poter conservare il controllo. La conquista della salute è indissociabile anche dal sostegno e dallo sviluppo della continuità culturale , che non è una «figura dello spirito», ma la continua relazione dinamica tra i singoli, i loro gruppi e le specificità storiche e ambientali. Sostegno e sviluppo che risultano anche da pratiche educativo-formative culturalmente sostenibili ed appropriate; da interventi nell'ambito della salute compatibili con le caratteristiche delle culture locali; dall’attribuzione di responsabilità e di potere alle comunità locali nel definire, organizzare e gestire i propri sistemi di salute, in accordo con le risorse locali disponibili e con le esigenze locali e generali. Pur nella loro autonomia, le condizioni di salute e i sistemi di cura locali dipendono dunque anche (per corresponsabilità e interdipendenza) dalle dinamiche generali della globalizzazione in corso, e necessitano di interazioni intelligenti (e cioè capaci di creare relazioni) con gli altri sistemi.

2. Intervenire nell'area delle Medicine Tradizionali comporta la disponibilità a considerare sullo stesso piano di dignità (anche se dotate, in campi specifici, di diversa efficacia) le varie risorse espresse dai diversi popoli nel corso della loro storia nonché i loro singoli costituenti. Ciò significa anche che alle pratiche e ai saperi impiegati nei vari sistemi per regolare le relazioni tra mondi visibili ed invisibili, deve essere riconosciuta la stessa dignità attribuita a pratiche e saperi operanti sulla sfera materiale; poiché si tratta in ogni caso di tecniche che è possibile descrivere, studiare e insegnare. In particolare, consideriamo inadeguata la riduzione all'uso di farmaci o di rimedi di origine vegetale del complesso di dispositivi culturali atti al mantenimento del benessere dei singoli e delle collettività, e fondamentale la loro ricomposizione laddove la loro integrità sia stato lesa.

3. Riteniamo necessario garantire, nell'ambito degli interventi nel campo della salute e con i mezzi a nostra disposizione, il ritorno alle comunità locali dei benefici conseguenti alle applicazioni dei loro saperi in termini di sviluppo umano integrato e sostenibile.

4. Creare le condizioni per la salute significa creare le condizioni perché ogni risorsa possa essere attivata per far fronte ai differenti problemi. L'articolazione tra le varie risorse si basa sul dialogo tra operatori di diverse tradizioni culturali, sull'uso rispettoso di saper-fare differenti, sulla loro specifica disponibilità ed efficacia e sull'analisi del relativo rapporto tra costi e benefici. In questo non facile ma indispensabile esercizio, possono fare da guida le acquisizioni e proposte della migliore antropologia , della filosofia interculturale e dell’etnopsichiatria .

5. Quando necessario, anche un intervento centrato sulle Medicine Tradizionali deve poter attivare le risorse della Medicina Convenzionale, se queste risultassero più idonee per affrontare uno specifico problema considerato dalle comunità come prioritario.

6. Gli interventi in quest'area richiedono una particolare attenzione nel consentire l'azione contemporanea e dialogica di molteplici forze e approcci complementari atti a facilitare la costruzione della salute da parte delle comunità. Approcci multipli permettono la considerazione simultanea e plurima dell'oggetto d'indagine, del problema, delle sue soluzioni e la loro complessificazione in base a saperi e competenze che appartengono a diverse discipline e tradizioni culturali. Essi impediscono la riduzione e l'appiattimento a un solo quadro di riferimento concettuale e operativo, settoriale e specialistico. Il superamento della coesistenza a-dialogica di tradizioni culturali e approcci disciplinari diversi, organizzata a partire da competenze separate in regime di giustapposizione settoriale, è reso possibile dalla comune e reciproca frequentazione degli stessi terreni conoscitivi e operativi; e quindi dai continui tentativi di articolazione, interferenza e trasformazione. Ciò si traduce in un modello operativo che poggia sulla comunicazione interattiva di soggetti provenienti da differenti discipline, forme di conoscenza, culture. La sperimentazione di forme organizzative che favoriscano incontri e scambi arricchenti e paritari è parte indissociabile dello sforzo di costruire una vera interdisciplinarietà. Quest'ultima potrà realizzarsi pienamente attraverso l'attivazione di un dialogo con le differenti componenti comunitarie, favorendo la costituzione di sedi di discussione e decisione specifiche, dove abbiano potere di parola anche i soggetti più svantaggiati, allo scopo di far emergere i bisogni prioritari e le relative ipotesi di soluzione. Tutto ciò è possibile nell'ambito di interventi che si configurino come un foro permanente e sperimentale di confronto, scambio, negoziazione e che si propongano di arricchire e trasformare i saperi teorici e pratici dei soggetti, e i soggetti stessi, in funzione della comune ricerca di soluzioni operative articolate. Non è perciò possibile pensare ed eseguire un intervento nel «là» senza pensare ed eseguire immediatamente una sua articolazione nel «qui».

7. Si tratta quindi di favorire la creazione sul territorio di reti stabili e sinergiche interculturali e multidisciplinari, concepite e attivate come luoghi di discussione, negoziazione e appropriazione concettuale e operativa da parte dei soggetti coinvolti, a partire dalla concezione stessa di sviluppo integrato e sostenibile che ne informa e definisce le articolazioni. A questo scopo, l'impegno costante nel dialogo interculturale è uno degli orientamenti fondanti la possibilità di riduzione dell'alienazione dei soggetti interessati (che inibisce il controllo sulle condizioni della propria vita), alienazione che ogni intervento, anche se ottimamente motivato sul piano etico, può comportare.

8. Per noi non vi sono società, nel mondo globalizzato, di primo o di second'ordine, avanzate o arretrate, «moderne» o «tradizionali»; ma ovunque gruppi in trasformazione, con diritti e doveri, con maggiore o minore potere, che vivono in contesti diversi e risultano da storie specifiche: tutti alle prese con le drammatiche trasformazioni di questo tempo. Tutti esprimono, in sistemi di salute propri, il tentativo di rispondere ai bisogni fondamentali, di controllare il ciclo della vita che comprende conflitti, disarmonie, disagi, malattie, sofferenze e morte. Riteniamo dunque che qualsiasi intervento nel campo della salute debba garantire lo stesso rispetto e cura della vita e lo stesso alto livello, ovunque esso si svolga. Non intendiamo quindi rassegnarci all’adozione di diversi standard di qualità, a seconda che l’intervento si rivolga, per esempio, a manager e commercianti benestanti delle aree ricche del mondo, oppure a contadini, pastori o minatori di quelle meno favorite.

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